Informazioni generali su Ibiza

Ibiza

Ibiza, piccola isola delle Baleari, la terza per superficie dopo Maiorca e Minorca, è la più vicina alla costa spagnola, nonostante sia rimasta sconosciuta per anni, incontaminata dal turismo fino agli anni ’60. Oggi il suo nome si associa ormai in tutta Europa all’idea di un divertimento trasgressivo e sfrenato: per molti giovani una vacanza in quest’isola significa compiere una sorta di “viaggio d’istruzione” per cogliere le ultime tendenze nel campo della musica, della moda e del costume. Eppure, benché la sua vita notturna abbia una fama quale in nessun altro luogo del continente, Ibiza (Elvissa è il nome ufficiale) non è solo turismo di massa, ma è anche ben altro: si tratta di un’isola bellissima, con mare e spiagge indimenticabili, con una popolazione di circa 750.000 abitanti che conduce una normalissima vita alla luce del sole spagnolo, e un certo numero di turisti affezionati che sfuggono i luoghi più modaioli e preferiscono gli angoli più intatti e silenziosi che l’isola sa offrire. C’è quindi ancora qualcosa di magico, quasi un sapore antico, ad Ibiza, in quanto l’isola non ha perso del tutto il suo carattere.

La campagna, a nord, è un insieme di uliveti e giardini di mandorli e fichi; le città, tra cui il capoluogo che porta il nome dell’isola, Ibiza (situata sulla costa sud orientale e principale centro turistico) hanno saputo conservare tratti dell’atmosfera provinciale degli anni ’50. Le altre cittadine dell’isola sono Sant Antoni, Sant Josep, Santa Eulària e Sant Joan, oltre che i villaggi di Els Amunts, nome locale per gli altipiani a nord. Senza dubbio però Ibiza, paradiso delle vacanze e ritrovo di hippy e locali alla moda, resta una destinazione turistica mitica del Mediterraneo. Elvissa era abitata sin dal secondo millennio a. C., ma i primi a lasciarvi un’impronta significativa furono i Greci, che la battezzarono “Pitiϋses”, isola dei pini, caratteristica facilmente riscontrabile nell’isola. Grazie alla sua posizione alquanto strategica, per un monte che chiude un porto naturale facile da difendere, una pianura ricca di risorse e una grande salina, i Fenici vi fondarono la città di Ibsm, che corrisponde all’attuale Elvissa, creata essenzialmente come base commerciale e aggancio nel Mediterraneo, e che presto ampliò le proprie risorse industriali tanto da diventare una delle città più prospere dell’epoca. Durante l’impero di Augusto, la città perse la sua autonomia, e con lo scorrere del dominio romano, perse tutti i suoi privilegi. Dopo le invasioni vandale che segnarono per l’isola un periodo di decadenza, nel 902 l’emiro Abd Allah la aggregò al califfato di Cordova, denominandola Inabissa (la città fu chiamata Madina Inabissa).

La dominazione islamica lasciò segni ancora oggi tangibili, come molti toponimi e un grandioso sistema di irrigazione. In seguito l’isola passò nelle mani dei catalani, per poi essere resa alla Castiglia, periodo in cui si verificò una dura repressione di molti dei simboli delle precedenti dominazioni.  Oggi l’isola può vantare una grande tradizione artigianale, che meglio esprime la cultura del luogo; vi sono numerosi negozi che producono vasellame, ceramica, strumenti musicali, oggetti in cuoio e pelle, e le caratteristiche calzature con la suola di corda intrecciata, le alpargatas. Si svolgono inoltre molteplici mercatini Hippy, il più famoso dei quali è quello di Las Dalias, dove ogni sabato si espongono variopinte bancarelle nell’ampio giardino, nei pergolati e nelle terrazze dell’omonimo ristorante, che intanto offre lungo il bancone gustosi cocktails. L’atmosfera è allegra e esotica, il tutto condito da un vivace ritmo di salsa, e le possibilità si acquisto spaziano da prodotti biologici, gioielli, costumi e ceramiche,  a smalto, bambù, borse in pelle, cravatte, zaini e cinture e molto altro ancora. Un altro mercatino hippy degno di nota è quello di Es Canar, in cui viene montato un grande bazar all’aria aperta, e tanti personaggi folkloristici fanno da contorno, in uno spettacolo accattivante e in un’atmosfera festosa. Sono numerose le feste che si tengono nelle principali città dell’isola: a Ibiza, oltre al Carnevale e alla Feria dell’artigianato, si svolge a maggio la Festa Medievale, in onore della dichiarazione del posto come patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO nel 1999; negli altri centri dell’isola, come Santa Eulària, Sant Josep e Sant Antoni, si svolgono molteplici feste in onore dei vari santi protettori. In ambito culinario, il pesce è il protagonista dei piatti tipici di Ibiza, soprattutto i calderes (stufati) come la borrida de rajada (razza con patate, uova e pastis) e il guisat de peix.

La carne di maiale è la più mangiata. Gustosi i tipici cocarrois, tortine ripiene di carne, pesce o verdure, e i formatjades, pasticcini ripieni al formaggio tenero aromatizzato con cannella. Tra i dessert locali ci sono il gatò (torta di mandorle servita con gelato) e il flaò (dolce a base di formaggio tenero e uova, aromatizzato alla menta).   Le lingue ufficiali parlate ad Ibiza sono il castigliano e il catalano, ma gli operatori turistici locali conoscono qualcosa anche d’inglese, tedesco e italiano. Il costo della vita è più elevato che nel resto della Spagna, caratteristica di tutte le Baleari. Il clima è abbastanza mite, con medie di circa 19°, anche a Novembre. Le estati sono molto calde, ma la stagione preferita per incontrare divertimento e follie, mentre per chi vuole semplicemente visitare le bellezze e i luoghi più incontaminati dell’isola sono consigliate le stagioni primaverili e autunnali. Le piogge sono limitate al periodo invernale.   L’economia è in primo luogo incentrata sul turismo, specialmente estivo, e in secondo luogo sulle attività agricole, quali colture di agrumi, olivi e cereali, e zootecniche.

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